MC due kappa uno
 

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Che cosa abbiamo imparato in 20 anni di navigazione

Alla MC due kappa uno abbiamo cominciato ad utilizzare Internet quando l'unico browser disponibile era NCSA Mosaic e per collegarsi era necessario pagare lire in quantità ai provider di abbonamento e alla SIP in scatti telefonici.

Abbiamo assistito allo sviluppo e alla crescita esponenziale della rete mondiale, stupendoci di giorno in giorno di quante risorse si potevano trovare su questo meraviglioso sistema di computer interconnessi chiamato Internet.

I siti Internet allora erano prevalentemente testuali; quando ci si imbatteva in un sito con un pò di grafica, questa era molto leggera e decisamente differente dalla concezione attuale: le immagini erano prevalentemente a 256 colori, non esisteva l'antialiasing, non erano presenti animazioni Flash eccetera.

Le informazioni e i motori di ricerca

A quei tempi cercare informazioni era abbastanza complesso: i motori di ricerca si contavano sulle dita di una mano ed erano abbastanza rozzi; spesso i risultati che proponevano erano discutibili.

Tuttavia, essendo la quantità di informazioni molto contenuta (i siti erano prevalentemente di tipo istituzionale e l'hosting era molto costoso: questo limitava il loro numero e di conseguenza le informazioni disponibli) con un pò di pazienza si poteva trovare quello che si cercava.

L'evoluzione della rete e la nascita di nuove professioni

Dal 1991 la rete è cresciuta drasticamente. I costi da sostenere per disporre di un sito Internet si sono abbassati a tal punto che il loro numero è aumentato vertiginosamente: con loro sono aumentate le informazioni in essi contenute. Sono nate ditte sempre più specializzate nell'hosting e anche nuove professioni, come quella del webmaster, del programmatore web, del web designer.

Insieme ai nuovi siti e alle nuove professioni, nacquero anche svariati motori di ricerca, che vedevano in quella quantità di informazioni in crescente aumento una possibilità di profitto eccellente.

Le nuove professioni e i SEO scorretti

Con questo esplosivo e incontrollabile aumento della quantità di informazioni divenne più difficile per un sito essere visibile sul web. Per risolvere questo problema si fece spazio una nuova figura, quella del SEO, un professionista che si occupa di aumentare la visibilità dei siti sui motori di ricerca.

Alcuni lavoravano onestamente, altri invece, studiando attentamente i sistemi che i crawler allora utilizzavano per indicizzare le pagine e catalogarle, intuirono che con alcuni accorgimenti sarebbero riusciti a convincerli che i siti Internet di loro realizzazione contenessero quello che cercava l'utente, anche se il loro tema non corrispondeva ai termini di ricerca che questi aveva inserito.

Un ottimo metodo per vendere i servizi della loro professione a prezzi esorbitanti al grido di "i nostri siti Internet sono sempre ai primi posti!".

Quante volte, sopratutto in passato, ti è successo di cercare qualcosa e di finire su un sito con contenuti decisamente differenti da quelli che cercavi (un sito per adulti per esempio)?

Quello era il risultato di accorgimenti applicati da questi professionisti disonesti. Oggi i motori di ricerca sono molto più restrittivi e si impegnano ad eliminare questo tipo di comportamento in modo da fornire agli utenti i veri risultati che cercano. Ma perché?

I profitti dei motori di ricerca

I motori di ricerca fanno soldi attraverso il profiling, raccogliendo informazioni su ciò che la gente cerca e vendendole a chi vuol sapere cosa commercializzare.

Se un motore di ricerca ha moltissimi utilizzatori, dispone di moltissimi dati di profiling che valgono molti soldi. Solo restituendo risultati di ricerca che siano il più possibile in linea con l'argomento che gli utenti cercano spinge gli utenti a continuare ad utilizzare quel determinato motore.

Questo costringe i motori di ricerca a punire chi cerca di falsare i risultati: se gli utenti non trovano quello che cercano, vanno a cercarlo da un'altra parte e i dati di profiling diminuiscono, così come il guadagno.
Penalizzazioni

L'uso spropositato delle tecniche ingannevoli per salire di ranking, ha portato ad una confusione tale che i proprietari dei motori di ricerca sono stati costretti a correre ai ripari, cominciando a sviluppare e utilizzare crawler che riescono a distinguere i siti che utilizzano questi trucchetti subdoli e che li escludono dal proprio indice e/o li penalizzano fortemente; Google tra tutti, è il motore di ricerca che più utilizza questa tecnologia software.

Google è anche il motore di ricerca più utilizzato dell'88% in USA, del 94% in Europa e del 96% in Italia (dati aggiornati a dicembre 2019); questo perché utilizzando tecniche anti-spam, riesce a catalogare i siti Internet usando criteri molto specifici ed utilizzando algoritmi complessi restituisce risultati abbastanza imparziali e realmente utili, generando ottime risposte alle query di ricerca.

Tali criteri escludono e penalizzano fortemente tutti quei siti che ricorrono ad accorgimenti o tranelli particolari; è già successo anche con nomi conosciuti: consulta l'articolo riguante il passato provvedimento di Google contro il sito della popolare casa automobilistica BMW.

L'utente generico (e per la cronaca anche l'addetto ai lavori, anche c'è chi vorrebbe far credere il contrario), non è a conoscenza degli algoritmi che Google usa per indicizzare i siti, ma sa distinguere bene i risultati che hanno una corrispondenza reale con ciò che cerca: utilizza perciò Google proprio perché vede che gli fornisce risultati corretti.

Esistono ancora oggi molti siti Internet che utilizzano tecniche scorrette ma vengono continuamente penalizzati per scorrettezze dai motori di ricerca.

La lezione appresa

Da quanto vissuto ci è risultato evidente come per il futuro la realizzazione di un sito Internet debba focalizzarsi sì sull'ottenere un ottimo ranking su Google, ma anche che la sua promozione non ricorra a tranelli o trucchi che lo penalizzerebbero fortemente o lo renderebbero addirittura introvabile.

Essere presenti nelle prime posizioni non è quindi possibile se non si pensa alla realizzazione di siti Internet con contenuti interessanti e qualcosa di reale da offrire.

E anche se fosse possibile primeggiare con poco, sarebbe molto difficile trasformare i visitatori in clienti senza dei veri contenuti.

È importante quindi, oltre a pubblicizzare un prodotto o un servizio, offrire qualcosa di più. Un servizio, una consulenza, degli strumenti gratuiti ad esempio.

In 20 anni abbiamo visto nascere e morire diversi siti Internet inizialmente di successo, ognuno offriva un servizio particolare e innovativo, ma la loro fine è arrivata quando hanno cercato di raccogliere quanti più utenti possibile senza offrire qualcosa di realmente fruibile.

Alla lunga infatti, proprio come in un'attività commerciale reale, anche su Internet quello che vince è la qualità, nient'altro.

 

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